Basilica di Santa Maria sopra Minerva

La basilica di Santa Maria sopra Minerva è situata nel rione Pigna, in piazza della Minerva, nelle vicinanze del Pantheon. In questo luogo, già nel sec. VIII esisteva un antico oratorio dedicato alla Vergine Maria con l’aggiunta del toponimo Minervum in quanto sorgeva nei pressi del tempio di Minerva Chalcidica. In quell'area oltre al Minervium, voluto dall'Imperatore Domiziano, sorgevano l’Isèum, tempio dedicato a Iside, e il Serapèum dedicato a Serapide. Nel 750 d.C. Papa Zaccaria concesse in uso l'oratorio alle monache basiliane fuggite da Costantinopoli. Nel 1266 l’oratorio passò ai frati domenicani che nel 1275 ne ottennero il possesso grazie al loro confratello fra' Aldobrandino Cavalcanti, vicario del papa a Roma e vescovo di Orvieto. Nel 1280 l'antica struttura fu edificata ex-novo ed ebbe inizio la costruzione della chiesa a tre navate. Bonifacio VIII fu il promotore del progetto e nel 1295 elargì una ingente somma di denaro per la realizzazione. Verso la metà del XIV secolo fu aperta al culto. Santa Maria sopra Minerva entra a far parte di una struttura conventuale nota come “insula sapientiae” e divenne ben presto il quartier generale dell’ordine Domenicano. Ospitò la Congregazione del Sant’Uffizio e ben due conclavi, nel 1431 con l’elezione di Papa Eugenio IV e nel 1477 di Papa Nicolò V. Sempre in quest’ambito il 22 giugno 1633 lo scienziato Galileo Galilei abiurò le sue tesi astronomiche.
Sebbene l’aspetto dell’edificio porti i segni visibili di tortuose vicende storiche, l’interno della basilica è l’unico esempio di chiesa gotica medievale nella città di Roma.
Antistante la facciata si trova un obelisco egizio che ha per basamento un grazioso elefantino realizzato da Ercole Ferrata su disegno del Bernini.
Sul lato destro della facciata vi sono tacche che indicano i vari livelli di esondazioni del Tevere. Il più antico è del 1422, il più alto è del 1548, il più recente è del 1870.
All'interno vi sono notevoli opere fra cui la statua del Cristo Portacroce di Michelangelo, la Cappella Carafa, interamente affrescata da Filippino Lippi alla fine del Quattrocento, vari monumenti funerari e cenotafi realizzati da Gian Lorenzo Benrini o a lui attribuiti.
In questa chiesa si trovano altre illustri sepolture, vi giacciono ben cinque Papi, il Filarete scultore e architetto, Giorgio di Trebisonda filosofo e umanista bizantino, Andrea Bregno pittore e scultore, il Beato Angelico pittore e beato e cinque Cardinali fra cui Pietro Bembo poeta e umanista che nel 1984 fu dichiarato da Papa Giovanni Paolo II “patrono universale degli artisti”.

TMZ